My Oblivion

Navigare con Consapevolezza: Il vero significato dell’equilibrio

Quando si parla di ricerca dell’equilibrio, erroneamente si pensa che questo significhi trovare una forma di controllo equilibrato nella tua vita di tutti i giorni.

Non c’è nulla di più sbagliato in questo.

C’è davvero molta disinformazione su ciò che l’equilibrio rappresenta e può rappresentare nella vita di una persona.
Io stessa, vedevo la ricerca dell’equilibrio come una formula magica che potesse risolvere tutta la confusione della mia vita, donandomi appunto la risoluzione e l’ottenimento di una vita pacifica serena e felice priva di problemi e situazioni fuori dal mio controllo.

Questi ultimi tre anni della mia vita, li ho dedicati alla ricerca del mio equilibrio interiore o almeno questo era il mio scopo iniziale. Ho scelto di mettere in pausa gran parte dei miei progetti, il mio lavoro, i miei obbiettivi, perché questi non mi davano più soddisfazione ma al contrario, per qualche ragione a me sconosciuta, mi facevano soffrire. Decisi così di investire il mio tempo ed il mio denaro nel progetto migliore di sempre. Me stessa.

Ho iniziato un percorso spirituale e fisico, attraverso la pratica dello Yoga e della Meditazione, imparandone le tecniche, testando su me stessa i suoi benefici giorno dopo giorno.

E dopo due corsi diversi frequentati in contemporanea, due diplomi, molta pratica, pianti, sorrisi, momenti di sconforto, di paura, di gioia, e grazie al movimento di energie che lo Yoga è stato capace di far riaffiorare in me, ho preso consapevolezza di alcuni miei comportamenti ricorrenti, che mi portavano ad inciampare sempre sulle stesse dinamiche di vita.

Così presi la sana e sensata decisione di unire il mio percorso spirituale a quello terapeutico, con l’aiuto di una bravissima psicoterapeuta. Non a caso scelsi una professionista che non era li solo per attaccarmi etichette. Lei è una compagna di viaggio che mi aiuta ad andare nella profondità degli abissi del mio io più profondo, che tanto spaventano ma che ad un certo punto della vita, sono necessari da visitare.

A questo punto dopo tre anni, e dopo tutto questo lavoro su me stessa, pensavo che quantomeno avrei dovuto trovare un barlume di equilibrio nella mia vita. Almeno parte di quella formula magica che mi sistemi le routine, che mi gestisca il tempo, che mi faccia sentire sollevata e serena.

E invece no.
Ci sono giorni in cui mi sento sottosopra, stropicciata e scombussolata, senza bussola in una zattera in un mare aperto.

E allora a che è servito tutto questo percorso e lavoro su me stessa?

In questo mare, ho potuto prendere consapevolezza di dove mi trovassi.
Ho aperto gli occhi e compreso cosa stessi facendo nel momento presente.
Ho capito come usare i materiali della mia zattera per costruire una barca più sicura, più solida, pronta ad affrontare ogni inconveniente.
Ho imparato a leggere le nuvole sopra di me e a riconoscere il formarsi di una tempesta in lontananza. Ho compreso come prepararmi ad essa, senza rischiare di affogare.

In questo mare ho capito come nutrirmi. Ho imparato ad osservare la bellezza di ciò che mi circonda.

Ho capito l’importanza del restare soli, consapevole che la mia presenza nel qui e ora è unica e preziosa, indipendentemente da ciò che il mio ego può percepire di me o da ciò che gli altri possono percepire di me.

Ho capito che il mio riflesso nell’acqua può cambiare da un giorno all’altro. Ma non è il mare a farlo cambiare ma sono io a farlo. E che va benissimo così, perché ogni giorno è un nuovo inizio, dove posso cambiare la percezione che ho di me.
Posso concedermi di sentirmi bella, come di sentirmi brutta. Ho capito che è normale e giusto.
Posso concedermi di lasciar scorrere il tempo riposando il mio corpo e la mia mente, consapevole che non è una perdita di tempo ma bensì un’investimento sano.

In questo mare aperto ho compreso che non si possono spegnere i pensieri. Essi continueranno sempre a parlare e a volte a bisbigliarci verità non vere, alterazioni della realtà che il nostro ego prova a rendere reali.

Ho compreso che passo la maggior parte del mio tempo in un futuro ipotetico che non esiste e in un passato invariabile che ormai è andato. Perdendo di vista il momento più importante.
Il presente! Il qui e ora. E ho compreso che è attraverso la presenza, attraverso la consapevolezza del momento presente che a quei pensieri si può abbassare il volume, concedendoci un po’ di pace e serenità.

La vita è complicata..si lo è.

Ma talvolta siamo anche noi a renderla più complicata.
E lo dico con cognizione di causa. Porto un bagaglio molto pesante con me, ho vissuto almeno 10 vite diverse e in ognuna di esse mi sono portata dietro un macigno, non necessario ma che ho scelto di portare dietro.
Traumi, paure, insicurezze, sofferenze, delusioni, rabbia, pianti, debolezze.
Tutti compagni di viaggio che avrei volentieri fatto a meno di avere con me in questo cammino.
Eppure sono stata io a scegliere di trasportarli con me per tutto questo tempo.

Ebbene, da un mese a questa parte, ho preso sempre più coscienza di questa cosa.
Ho compreso la lezione più importante di tutte.
E cioè che posso scegliere.

Posso scegliere di liberarmi di essi in qualunque momento.
E questo non significa che il nostro ego e i nostri pensieri non ce li riproporranno mai più.

Lo faranno, eccome se lo faranno.

E più ci si avvicina al centro di questo viaggio a spirale, più questi pensieri torneranno prepotenti.
Ma ogni volta che torneranno, sarò sempre più forte e sempre più consapevole di essere io al comando di questa mia barca.
Ogni volta che qualche pensiero invasivo torna, dico a me stessa “scelgo di lasciarti andare.” immaginando di farlo volare via.. come una colomba che dalle mie mani spicca il volo mentre la mia barca procede a velocità invariata, varcando un mare limpido sopra ad un cielo azzurro e soleggiato.

E’ facile farlo?

No amiche mie.. non lo è. Ci vuole tempo. Questo è lo scoglio più difficile. Capire che ci vuole tempo.
Ma il tempo è un investimento necessario per questo percorso.

E cosa c’entra l’equilibrio in tutto questo discorso?

La vita è un continuo flusso di situazioni che sono per lo più fuori dal nostro controllo.
L’equilibrio non è la ricerca del controllo, ma la consapevolezza di saper gestire il flusso della vita.
L’equilibrio è imparare a navigare le onde anziché combatterle.
L’equilibrio è imparare a riconoscere una tempesta in lontananza e imparare a proteggersi da essa.

Chiudo ripetendo questo semplice ma importante concetto che ho imparato in questo viaggio fino ad ora:

 “Equilibrio non significa tenere tutto sotto controllo, ma imparare a navigare nel flusso della vita con consapevolezza.”

*condivido con voi un brano che mi ha accompagnata durante la scrittura di questo articolo*

2 COmmenti

  • Rispondi
    Giuly
    16 Gennaio 2023 alle 18:20

    I tuoi articoli riescono a catturare la mia attenzione, leggerli è davvero un piace per l’Anima!
    grazie!

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